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Overbooking ospedaliero

Stamattina mi sono presentato in ospedale alle ore 7.00 (anzi, le 6.55 per l’esattezza) come da accordi per un intervento programmato in Otorino. Il quarto ed ultimo della giornata.

Dopo un paio d’ore di attesa in sala d’aspetto, verso le 9.15 mi viene finalmente dato un letto visto che non c’erano posti liberi. Alla fine rimango in camera da solo.

Alle 12.45 mi viene detto di prepararmi e di mettermi il camice, dopo che il terzo paziente era stato portato in sala operatoria.

Alle 13.00 mi viene detto di tornare a casa perché avevano fatto tardi in sala operatoria e di tornare martedì. Attenzione, all’una del pomeriggio, un quarto d’ora dopo avermi detto di prepararmi, non sette ore dopo e alle otto di sera.

Martedì sarò ancora l’ultimo della giornata e quindi va te a sapere se si fa tardi ancora.

Io non sono un dipendente che gode del trattamento di malattia. Per me rimandare di quattro giorni un intervento, dopo che mi sono organizzato in una certa maniera, vuol dire rimandare di quattro giorni il mio rientro a lavorare e mandare a quel paese le scadenze programmate di gennaio che seguivano un calendario ben preciso.

Se la mia parrucchiera chiude alle 19.30 e mi da un appuntamento alle 19, se per caso fa tardi non è che alle 19.30 mi dice di andarmene, ma rimane lì e mi taglia i capelli. Ma forse un medico il 30 dicembre ha qualcos’altro di programmato che tardare in sala operatoria. O forse qualcuno ha sbagliato a programmare la giornata. Poi, ripeto, hanno cambiato idea nel giro di quindici minuti.

Purtroppo per patologia devo essere per forza l’ultimo della giornata, ma allora se essere l’ultimo della giornata comporta il rischio di dover essere rimandato a casa io non posso mai sapere se mi opereranno o meno, e a questo punto subisco una discriminazione a causa delle mie condizioni di salute.

Io non posso a questo punto chiedere ad un mio dipendente di venire a lavorare sabato 31/12 e domenica 01/01 perché qualcun altro non ha voglia o non è stato messo in grado di lavorare, quindi in questi giorni non posso nemmeno cercare di farmi avanti non potendo lavorare autonomamente al progetto. Un ritardo di questo tipo per me comporta un danno professionale ed economico, soprattutto nel caso in cui non riesca a rispettare le mie scadenze.

Chiedo quindi formalmente all’AUSL di Ravenna le motivazioni per tale accaduto, augurandomi che non accada anche martedì prossimo, riservandomi ogni eventuale azione conseguente.

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