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Intervento di settoplastica con riduzione dei turbinati [Racconto la mia esperienza di operazione al naso]

Pubblico questo post, e lo terrò aggiornato nel tempo lasciandolo in pasto ai motori di ricerca, per raccontare la mia esperienza, visti i tanti dubbi che affliggono chi deve decidere se affrontare l’intervento al naso o meno. E’ solo la mia esperienza, ogni intervento ed ogni caso è a sé stante, ma magari a qualcuno può servire…

Prologo

Le cure termali

Fin da quando ero bambino ricordo che avevo difficoltà a respirare e che mi veniva il fiatone in men che non si dica. Inoltre mi ammalavo molto spesso, sempre col raffreddore! Devo aggiungere per dovere di completezza che ero (e rimarrò poi negli anni a venire) sovrappeso.

Attorno ai 6 anni vengo visitato da un’otorinolaringoiatra alla San Pier Damiano a Faenza che, dopo avermi prescritto una lastra alla faccia, mi dice (se non ricordo male, non trovo più le carte) che avevo un gran ristagno di muco e una sinusite cronica, da curare attraverso le cure termali. E così via, tutti gli anni d’estate partiamo (mia madre, mia nonna ed io) e andiamo a Castrocaro per due settimane (da pendolari) a fare le cure termali: divertente, c’era anche un gran parco giochi ove passare poi un po’ di tempo dopo le cure prima di tornare a casa (a parte quel giorno che una bambina pestifera mi spinse giù dallo scivolo e mi ruppi il dito di una mano… un mese di gesso d’estate a 8 anni!). Visto che però tanto alla fine il problema non si risolveva a fondo, smettiamo di arrivare fino a Castrocaro e ci concentriamo sulle più moderne terme di Punta Marina. Pian piano nel tempo poi smetto di andare pure lì… visti gli scarsi risultati.

La prima visita e i primi rimedi

Ad un certo punto, supportato da mia zia che soffriva dello stesso problema, tra i 16 e i 18 anni (non ricordo bene) mi sottopongo ad una visita ORL in ospedale a Ravenna, dove mi viene detto di soffrire “di un po’ di tutto”: il setto un po’ deviato, i turbinati un po’ ingrossati, le adenoidi un po’ ingrossate, le cartillagini un po’ collassate… tante piccole cose che assieme danno un po’ fastidio. Affrontare un intervento chirurgico al naso in quel momento può non essere consigliato (almeno dovrei aspettare il termine dello sviluppo, per vedere se qualcosa cambia). Quindi spray per il naso e cerottini nasali (proprio negli anni in cui li usavano tutti i calciatori di serie A ed erano diventati una “moda”). Con l’invito a ripresentarmi se negli anni non fossi migliorato.

Così facendo risolvo i miei problemi, almeno durante le partite: mi vergognavo un po’ a girare con i cerottini, ma alla fine il loro lavoro lo fanno. Questo per qualche anno… ad un certo  punto i cerottini non contano più a niente, smetto di usarli, intensifico gli spray, e nel 2009 ri-provo con le cure termali.

Ero fondamentalmente terrorizzato dall’idea di operarmi: avevo visto un mio amico pestissimo dopo l’intervento al naso e dolorante dopo l’estrazione dei tamponi, e mia zia che risolveva poco nonostante i due interventi (e un terzo da fare).

L’intervento

Visita

Visto che con le cure termali e con gli spray non riesco a risolvere la situazione (e iniziando a dormire veramente male, apnee notturne, mal di testa continui, insofferenza, eccetera eccetera) decido di farmi visitare un’altra volta durante l’inverno 2010-11, per vedere cosa è cambiato. Vado in ospedale a Ravenna, mi viene detto che il mio problema è causato da uno deviazione del setto nasale e ipertrofia dei turbinati. Mi prescrive una tac maxillo facciale per confermare la diagnosi. Giusto per sentire un altro parere la vado a far vedere da un altro otorino alla Domus Nova (in convenzione…) che conferma quanto detto dall’altro e via, mi decido: entro in lista d’attesa. Non proprio convinto al 100%, con ancora un po’ di paura ma il medico mi dice che ho tempo a ripensarci fino a che non mi chiamano per l’intervento. Nel 2011 la mia situazione peggiora drasticamente e non vedo l’ora che mi chiamino.

Il d-day: anestesia, sala operatoria e risveglio

Arriva il grande giorno (preceduto da una simpatica depilazione del petto e della coscia destra e da un ferreo digiuno cibo-acqua): il 3 gennaio 2012 alle ore 11.15 entro in sala operatoria (ho visto la gente entrare in sala con le mani alzate, è vero!) per l’intervento tradizionale di settoplastica e riduzione dei turbinati, con tanta paura (un po’ generalizzata, vista l’anestesia totale, e un po’ specifica proprio per l’intervento, con il timore di sentire quei dolori atroci di cui mi raccontavano). Il tempo di sentirmi dire “Ecco, fra un po’ si addormenterà” e di rispondere “Allora vi saluto adesso” che mi addormento senza accorgermene e alle 13.15 mi riportano in camera.

Il primo ricordo che ho è di essere nel mio letto, intavanato duro, con una gran gola secca, senza dolori né nausea. Mi dicono di poter iniziare a bere da lì a tre ore, e a piccoli sorsi, onde evitare eventuale vomito. Rimango intontito con questo gran mal di gola e una gran voglia di bere – non bevevo dalle nove della sera prima – ma devo aspettare. Mia madre si dimentica di dirmi che erano passate le tre ore – non le avevo detto che avevo una gran sete e lei è rimasta tranquilla – e alle cinque finalmente inizio a sorseggiare. “Piano, mi raccomando, se no ti viene il vomito”. E va beh, beviamo piano, un sorso al minuto… ma di continuo 😉 “Devi fare pipì, devi smaltire l’anestesia”. I miei sburoni, non bevo da un giorno quasi e sto bevendo a piccoli sorsi… Verso le sette e mezza inizio a riprendermi dall’anestesia, provo a usare il pappagallo – senza esito – e provo ad alzarmi per andare in bagno. “Pianino, sei debole, ti gira la testa, hai male e rischi di cadere”. Lo saprò pur io se mi gira la testa e ho male… arrivo in bagno, faccio tutto quello che devo fare e torno a letto.

Inizio a riprendermi pian piano ma sempre con questo gran mal di gola. Ciò, consideriamo che mi hanno infilato un tubo in gola (dell’8, se a qualcuno può dire qualcosa…) e sto respirando solo col naso, tra l’altro con la gola secca… Mando tutti a casa e inizia la trafila: schienale tirato su, piccoli sorsi d’acqua di continuo e via andare. Poco più tardi arrivano le infermiere “Ti facciamo l’antidolorifico?” No, non ho male “Ti viene da vomitare” No “Stai bene?” Ho una gran sete e mal di gola “Per quello non possiamo farci niente” Ah beh, allora… “Prova a mangiare delle caramelle che favoriscono la salivazione, magari ti aiutano”. Consiglio interessante e gustoso, solo che non riesco a produrre saliva. Dopo un’oretta tornano con le stesse domande, ma si vede che ho avuto fortuna: niente dolore, niente nausea, niente pestoni, niente lividi, niente faccia gonfia, niente occhi iniettati di sangue. Un po’ di culo ogni tanto ci vuole.

E la prima notte passa così: pisolini di max 5 minuti l’uno, poi mi sveglio per bere dell’acqua, ogni tanto mi alzo per andare in bagno a fare pipì e a sciacquare la gola con l’acqua fredda (ritrovando l’efficacia dei gargarismi con l’acqua fredda per alleviare il mal di gola). E in una di queste pause… tweet con la foto col naso incerottato!

Decorso post-operatorio

Alle 6 vengono a cambiarmi la medicazione0, “e te pécia” con l’antidolorifico, e mi alzo veramente in gran forma. Come se avessi dormito tutta notte di filata. Non l’avrei mai detto… visto che devo camminare per spurgare il naso, dopo colazione (finalmente cibo…) mi metto tuta e scarpette e inizio a girare per tutto l’ospedale (con la gente che mi viene a trovare e mi telefona per sapere dove sono… le infermiere, il chirurgo e il mio compagno di stanza che mi guardano stupiti e contenti…). Ogni tanto torno indietro (giusto per non saltare il giro visita, dopo accordi con le infermiere), pranzo luculliano (per uno che era a digiuno da due giorni mangiare riso in bianco col parmigiano e petto di pollo con gli spinaci è il massimo della vita) e di nuovo ad accompagnare tutti quanti al bar a prendere il caffè (io niente però…). Gira e rigira, chiacchera e richiacchera con mezzo ospedale, arrivo a sera stanco morto e con le gambe indolenzite 😉  Cena alle 18.00 (che ricalca il pranzo), altre chiacchere, un po’ al computer, e poi si riprova a dormire… più o meno come la sera prima, anche se gli intervalli di sonno durano dai 30 ai 60 minuti e ad un certo punto della notte mi azzardo ad abbassare la testata del letto, per poi ritirarla su dopo due/tre sveglie-acqua.

Riassumendo, niente dolore, niente rigonfiamenti, “solo” il fastidio di dover respirare col naso chiuso, un orecchio tappato e questo mal di gola perenne che porta anche a qualche linea di febbre. Fa un po’ male a masticare (ho provato a mangiare un pezzo di pane ma sono impazzito… meglio cose morbide!), ma a bere nessun problema stando attenti a non trangugiare a canna (mi dicono che chi ha il canale rinofaringeo -?- corto può aver problemi a deglutire a causa della lunghezza del tampone). Ma credevo di stare molto peggio, quindi va benissimo così. Ho un po’ di fastidio al labbro superiore (all’attaccatura tra il labbro e la gengiva, appena sotto al naso) che ogni tanto fa male (ridere, sbadigliare, masticare, aprire troppo la bocca, …)

E arriva il penultimo giorno di ospedale… con i suoi giri in qua e in là ma intervallato da un forte dolore di stomaco (intolleranza alla codeina o all’effervescenza del Tachidol, “s’gonda e dutor”) risolta dopo una flebina di Ranidil implorata piegato dal male (come ho detto con l’infermiera, “Mi guardi, grande grosso e zizulone che le sto chiedendo a tutti i costi di farmi passare il male con i goccioloni agli occhi”) e un impennata di febbre (influenza che ci siamo passati tutti in reparto, sempre “‘sgonda e dutor”) verso sera con i suoi effetti deliranti (avete presente i postumi di una sbornia brutta? ecco, sono stato così per tre ore dopo la flebina di Efferalgan). Unici due episodi che hanno “sporcato” il decorso regolare post-operatorio, ma verosimilmente non legati all’intervento in sé. Grazie alla febbrona almeno riesco a dormire, più o meno a tratti, dalle sette di sera alle sei e mezza di mattina… finalmente!

Raccomandazioni e accorgimenti nel post-operatorio

Per quindici/venti giorni occorre evitare:

  • fumo e alcol;
  • contatti con persone potenzialmente contagiose di malattie delle vie respiratorie;
  • sole;
  • attività fisica;
  • sforzi;
  • urti o traumi;
  • bevande e cibi troppo caldi (il caldo è un vasodilatatore: va bene bere “tiepido”, ma non bollente!);
  • doccia o bagni caldi (sempre per il discorso del caldo: va bene il “tiepido”, anche perché poi rischi di ammalarti);
  • soffiarsi o grattarsi il naso e starnutire (starnutire con la bocca aperta!).

cioè, riprendendo la terminologia scientifica usata dal medico, “chiuso in casa senza fare un cazzo di niente” e successivo invito a praticare anche l’astinenza sessuale.

Fino a che si hanno i tamponi inoltre:

  • doccia solo dal collo in giù;
  • niente barba (cmq è scomodo farsi la barba con gli splint nel naso… senti tirare tutto, quindi fatevela il meno possibile!).

Se si sanguina (poco) tutto normale, come è normale avere mal di testa e un po’ di febbre (Tachipirina o Moment e via andare)

Rimozione dei tamponi e dimissione

Last day: la rimozione dei tamponi. Panico e paura, vedo ancora le facce del mio amico e i racconti di mia zia… Arriva il dottore,  mi guarda e mi fa “Andiamo a stamponare”, mi stendo sul lettino, telino chirurgico, divaricatore, pinze, aspiratore… uff uff uff… cresce il panico… mi allarga il naso… ohi ohi ohi… afferra il tampone… chiudo gli occhi… il dottore mi fa “Apri quegli occhi!”… e vedo uscire i tamponi dal mio naso senza nulla sentire. E io che mi ero preoccupato dai racconti “Sembra che ti cavino un tubo dal cervello”, “Senti la carne che si strappa dal naso”… però il trucco c’è: oggi i tamponi sono diversi da quelli di dieci anni fa, sono fatti in un modo diverso (qui qualche spiegazione). Quindi anche questo tutto ok.

Dopo l’intervento

Convalescenza a casa

Lettera di dimissione e a casa, con 15 gg di prognosi. Crema di cortisone e l’olio gomenolato anti congestionante da darsi quattro volte al giorno (solo che non è così facile capire quanta crema hai messo… per l’olio hai il contagocce e ci puoi dare ad occhio…). E le raccomandazioni sopra citate. Avevo pensato di bypassare queste limitazioni (o per lo meno, di applicarle per una sola settimana), ma con me ricoverato c’era un ragazzo che aveva ignorato questi consigli ed è tornato venti giorni dopo l’intervento con un’emorragia imponente al naso che ne ha comportato un ulteriore intervento chirurgico “in fretta” per chiudere l’emorragia. Quindi devo fare il bravo, tanto mi sono portato a casa il computer dall’ufficio e configurata la VPN se proprio capita l’emergenza ;).

A furia di sentire fastidio/male mi sono accorto che mi è spuntata una macchia rossa sotto al labbro (non sanguina, è un’ecchimosi post-operatoria o post-intubazione), ma in effetti è la cosa che mi da più fastidio! Meno degli splints nel naso. Meno male che che dopo quattro giorni che ero a casa mi è calato di brutto il fastidio…

Vi posso dire che comunque qualche lineetta di febbre/mal di testa mi è rimasta (niente che non si possa risolvere con un’aspirina).

Dopo una settimana che ero a casa inoltre ha iniziato a tirarmi “qualcosa” (punti? croste? muco secco?): non so cosa sia, ma da un fastidio (ripeto, niente dolore), mi viene da strapparmi quel “qualcosa” dal naso 🙁

Rimozione degli splints

Finalmente è arrivato il giorno della rimozione degli splints, che sono fondamentalmente delle barrette di plastica interne che servono a mantenere in asse il setto nasale dopo il riposizionamento (mi hanno tolto un pezzo di setto, l’hanno limato e tolto lo sperone, poi lo hanno reintrodotto) . In effetti iniziavano a dare un po’ di fastidio, soprattutto nel ridere e nello sbadigliare. Cmq, non so se è stato condizionamento psicologico, ma la mattina del giorno della visita mi sono accorto di essermi svegliato con la bocca chiusa che respiravo dal naso: che emozione!

Come funziona: ti stendono, aspirano, ti tagliano i punti, ti tolgono gli splints, aspirano, ti tolgono gli eventuali punti rimasti (che comunque sono riassorbibili, quindi potrebbero anche lasciarteli), aspirano. A questo giro un po’ di male l’ho sentito (ma una cosa comunque breve e sopportabile, ma che ha fatto scendere la lacrimuccia…): non potevo sperare di passare il tutto indenne. Dopo mi hanno fatto stare un po’ seduto con la garza (il naso ha continuato a sanguinare per un’oretta, a goccia). La raccomandazione è di non soffiarsi ancora il naso (almeno per qualche giorno, visto che c’è il sangue), poi pian piano posso iniziare a riprendere la vita di tutti i giorni.

Fine della convalescenza

La cosa bella è che ora riesco a masticare senza nessun problema… alleluja! Passato il sanguinamento (ohi, un po’ è normale…) riprendo a darmi la pomata e l’olio.. a questo giro passa meglio l’olio e sento tutto il catarro che si sposta in gola (sputacchio peggio di un nonno fumatore incallito al bar), buon segno, vuol dire che mi sto svuotando.

Ma la svolta arriva la mattina del giorno successivo: dopo 31 anni 2 mesi 19 giorni 8 ore e una bella soffiata di naso degna di una figurina Sgorbions (ve le ricordate?), posso dire di aver iniziato a respirare col naso. Ottimo risultato direi! Purtroppo ora l’incognita è: quanto durerà?

E dopo?

Dopo qualche settimana mi si è richiuso il naso: uhm, no buono… diamo la colpa all’inverno? Per un po’ di settimane ho avuto il naso pieno di muco e di crosticine (forse dovevo spurgare un po’ di arretrato?), molto fastidiose e con sempre lo stimolo di tirarsi via tutto. Ad aprile la situazione sembra migliorata, ma aspetto l’estate per dirvi qualcosa di più.

Nel frattempo ho comprato la lota neti per l’irrigazione nasale: fastidiosa da fare, ma in effetti libera le cavità nasali che è una meraviglia… la consiglio nonostante il fastidio.

E dopo dopo?

Sono passati ormai 6 mesi dal mio intervento, riesco in effetti a respirare meglio e la signora dice che ho iniziato a russare (mai russato prima).

L’altra novità rispetto a prima è che il naso mi si riempie in continuazione di caccoli che si attaccano ovunque e danno un fastidio allucinante… a volte soffiare non basta e sono costretto ad usare le classiche “dita nel naso”. Ma veramente spesso!

Il mio dubbio è che avessi una quantità esorbitante di muco raffermo da qualche parte (in effetti una lastra anni fa lo evidenziava) che sta cercando di uscire… mi sa che quest’estate tornerò a fare le cure termali / aerosol.

Comunque, ripeto, intervento consigliato!

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