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Pagamento dell’imposta pubblicitaria richiesto per un’iniziativa pubblica organizzata dal CSI e pensata e concordata col Comune

Nel mese di giugno si è concretizzata un’idea che avevo da anni: vedere un torneo di street basket 3×3 all’aperto a Ravenna. Tanti tornei si svolgono in giro per la provincia e al mare, ma a Ravenna città una manifestazione “ufficiale” non si era mai vista (almeno negli ultimi tempi), manifestazione che si svolgerà sotto l’egidia del Centro Sportivo Italiano di Ravenna.

Mi presento quindi all’ufficio ambiente del Comune di Ravenna, con qualche proposta in mano, per vedere di trovare tempi e spazi per la manifestazione. Mi accoglie tanto entusiasmo e, debitamente consigliato, troviamo nel parco di Teodorico la location ideale per il torneo. Questo per due motivi, condivisi sia da me che dal funzionario col quale ho parlato: oramai i parchi a Ravenna non vengono più utilizzati per l’attività sportiva, inoltre svolgere qualcosa in un parco adiacente alla Darsena vuol dire contribuire, seppur in minima parte, a quel progetto di riqualificazione della zona tanto caro alla nostra amministrazione. Con tante idee per il futuro, come ad esempio trasformare la manifestazione in polisportiva e/o coinvolgere anche i bambini della zona in attività pomeridiane collaterali.

Vengo quindi consigliato di pubblicizzare l’iniziativa tramite giornali e qualche manifesto al parco, per vedere di coinvolgere i residenti almeno a livello di pubblico.
Nel frattempo parte la pratica per ottenere il patrocinio del Comune, attraverso l’ufficio sport, che verrà concesso a manifestazione terminata.

Qualche altro ragazzo ed io ci mettiamo ad organizzare il tutto (ovviamente tutto a titolo di volontariato), chiediamo ed otteniamo il permesso alla Metrò s.r.l. (può sembrare strano, ma il Comune non può disporre del parco di Teodorico direttamente pur essendone il proprietario) facciamo un sopralluogo e sopraggiungono due problemi: le retine sono distrutte e la luce non è comunale bensì collegata al contatore del bar (sempre in fatto di stranezze, il Comune non può illuminare il proprio campo direttamente). Spese di sostituzione e per la corrente elettrica dovranno essere sostenute dal CSI. Meno male che i gestori del bar si sono accollati anche il servizio di chiusura serale, altrimenti il CSI avrebbe dovuto sostenere anche il costo aggiuntivo per il custode.
Vengono fatti i comunicati stampa e pubblicata l’iniziativa in spazi a pagamento sulla stampa locale, sempre a carico del CSI.

Visto che dal Comune non si riusciva ad ottenere alcuna sovvenzione (speravamo almeno nel costo della corrente elettrica), abbiamo fissato una quota di iscrizione per i partecipanti per coprire una parte delle spese. Il CSI ha fortunatamente deciso di accollarsi il resto della spesa (inclusa tutta la copertura assicurativa) in un’ottica di promozione sportiva sul territorio.

La manifestazione è andata bene, i partecipanti sono stati contenti e anche il pubblico non è mancato nelle tre serate.

Il 17 agosto 2011, però, il CSI mi informa che il Comune di Ravenna ha provveduto a notificare, attraverso la propria controllata Ravenna Entrate, un avviso di accertamento per l’imposta di pubblicità relativa allo striscione appeso.
Sorpreso, ho provveduto a sentiti i vari uffici comunali coinvolti (ambiente e sport), assistendo al classico scarico di responsabilità. Ho incontrato anche il funzionario di Ravenna Entrate, che ha avuto il buon senso di applicare imposta e sanzione minima, avendo capito la nostra totale bontà d’intenti.

Mi sembra di capire che da un punto di vista legale Ravenna Entrate si sia mossa correttamente: l’affissione di uno striscione, qualunque esso sia, comporta il pagamento di una tassa. Non importa se l’iniziativa sia svolta col patrocinio o con la collaborazione del Comune, il Comune stesso comunque esige il pagamento dell’imposta.
Da un punto di vista umano rimango personalmente basito dal fatto che in occasione di una manifestazione concordata tra CSI e Comune, manifestazione senza alcun fine di lucro e con intenti condivisi e collaborativi, il Comune stesso, oltre a non sovvenzionare per neanche un euro, venga a richiedere il pagamento di una propria imposta, per uno striscione che egli stesso ci aveva consigliato di affiggere.

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