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Il giorno di chi non ha paura di osare – Lettera di Natale 2011

Due anni fa scrivevo del Natale come il giorno di chi si mette in gioco, la mia prima letterina di Natale 2.0, partendo dal fatto che il Cristianesimo fa riferimento ad un Dio che per primo si mette in gioco facendosi carne e da una citazione di Charles Péguy: «Il Natale per tutti può essere davvero il giorno dell’uomo che si mette in gioco.».

Quest’anno mi tornano in mente quei pensieri e quelle riflessioni, contestualizzate nel mio vissuto quotidiano. Ecco, quest’anno il Natale diventa il giorno di chi non ha paura di fare qualcosa di nuovo.

Alberto Viotto, consulente informatico e giornalista, ha scritto una piccola raccolta semi-seria sui “proverbi falsi” nella quale trova spazio anche il famoso “Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia non sa quel che trova.”. Il suo commento è che «Se si intraprende una nuova strada non si può sapere con certezza a che cosa si vada incontro. Ma il non abbandonare mai le vecchie strade impedirebbe ogni progresso.» L’esempio che porta poi è più che efficace: «Cercando una nuova strada per le Indie, Cristoforo Colombo ha trovato qualcosa che non si aspettava, l’America. Ed è stato un notevole successo.»

Nella vita, sì, bisogna essere a volte un po’ incoscienti, ma con equilibrio. Due concetti in antitesi tra loro, ma che assieme devono essere la forza che ci aiuta a costruire qualcosa di nuovo o a modificare qualcos’altro. La paura dell’ignoto non deve essere un freno inibitorio a ciò che possiamo e dobbiamo fare di buono per noi e per gli altri. Senza rifugiarsi nel paradiso dei “ma”, pieno di frasi del tipo “è sempre stato così”, “abbiamo sempre fatto così”, “fino ad adesso è andato bene così” e così via. I tempi cambiano, le esigenze evolvono e gli strumenti maturano: non lasciamo morire i sogni nella nostra testa e cogliamo il momento buono per farli vivere, passo dopo passo e con giudizio, nelle nostre azioni. Non lasciamoci sopraffare dalla paura!

Importante diventa poi anche il farsi aiutare dagli altri: sia da chi è più incosciente di noi, sia da qualcuno più razionale. Formiamo una squadra per dar vita a quella incoscienza equilibrata come macchina generatrice di energia nuova che ci aiuterà a scoprire nuovi mondi e/o guardare con occhi diversi quelli che conoscevamo già. Come sempre, senza né disprezzare il passato e né sciupare ciò che è stato fatto. E riconoscendo ad ognuno i propri meriti.

Concludo con una frase di Andrea Mucciolo, scrittore: «Il successo non è vincere sempre, il successo è vincere le proprie paure, avendo il coraggio di tentare sempre.». Tiriamofuori il coraggio di osare!

Buon Natale e felice anno nuovo!

 

P.S. Come due anni fa, ogni commento è gradito!

P.S. 2 In realtà questa è una delle due letterine di Natale 2011: leggi anche la seconda sul blog Coscienza Civile.

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